Sotto le volte di Les Halles de Lyon Paul Bocuse, gli apritori di ostriche dischiudono ogni giorno il mare aperto: ostriche scintillanti, conchiglie madreperlacee e crostacei vivi, adagiati sul ghiaccio come un tesoro giunto dall'Atlantico.
A Les Halles de Lyon Paul Bocuse, il mare risale ogni mattina fino al cuore della città. Sui letti di ghiaccio tritato, gli apritori di ostriche allestiscono uno spettacolo di iodio e madreperla: ostriche allineate come gioielli, lumache di mare, vongole, granciporri e astici ancora vibranti. Nel «ventre di Lione», questi mercanti dell'oceano fanno dialogare il mare aperto e la tavola lionese con un'eleganza che impone rispetto.
Qui le case hanno lo spessore della storia. Chez Antonin, bar di ostriche dal 1906, perpetua lo spirito nato all'epoca dei Cordeliers, quando si veniva a degustare i migliori prodotti dell'Atlantico. La Maison Merle, insediata già nel 1938, fu sostenuta da Alain Merle, proclamato campione di Francia degli apritori di ostriche nel 1971, e resta un riferimento assoluto della degustazione a Lione. Chez Léon, presente nelle Halles dall'inizio degli anni 1970, è diventato un vero bistrot del mare dove conchiglie e crostacei si assaporano al banco.
L'arte dell'apritore è discreta. Con un gesto sicuro, la lama trova la cerniera, solleva la conchiglia senza ferirla e libera l'ostrica intatta nel suo liquido. Belons piatte di Bretagna, fines de claire, ostriche di Normandia o di Charente-Maritime: ogni varietà racconta un mare, una stagione, un allevatore fedele.
Davanti al banco, il rito è immutabile. Un piatto generoso, una spruzzata di limone, un calice di bianco fresco e l'effervescenza delle Halles tutt'intorno. È lo iodio al suo apice, è Lione che abbraccia l'oceano.
