Sotto le volte di Les Halles de Lyon Paul Bocuse, il prosciutto iberico di bellota e le conserve d'eccezione raccontano una Spagna golosa, paziente e luminosa.
Basta percorrere i banchi di Les Halles de Lyon Paul Bocuse per capire che la Spagna gastronomica vi ha trovato una casa. Da Bellota-Bellota, il prosciutto iberico di bellota si erge come una promessa: quella di un prodotto d'eccezione, tagliato a mano da maestri cortadores il cui gesto, preciso e silenzioso, sfiora l'arte orafa. Ogni fetta traslucida, marezzata di grasso madreperlaceo, si scioglie sulla lingua liberando gli aromi di nocciola che contraddistinguono i più grandi prosciutti del mondo.
Dietro questa eleganza si cela un saper fare di rara esigenza. Il vero pata negra nasce da maiali di razza iberica allevati in libertà nella dehesa, quei vasti pascoli dell'Estremadura e dell'Andalusia dove gli animali si nutrono esclusivamente di ghiande durante la montanera. Poi arriva la pazienza: una stagionatura naturale di diversi anni, talvolta oltre i quaranta mesi, sotto denominazioni protette come Guijuelo. Il tempo compie la sua opera, e il prosciutto guadagna in profondità ciò a cui rinuncia in fretta.
Ma l'arte iberica non si ferma al prosciutto. Les Halles dispiegano anche un gabinetto di curiosità saline: ventresca di tonno che si scioglie, conserve fini, acciughe e tesori marini preparati con lo stesso rispetto per il prodotto. Qui la conserva non è un ripiego ma una nobiltà, erede di una tradizione che sa magnificare il mare come la terra.
I commercianti condividono volentieri la loro passione, invitando ad assaggiare, confrontare e comprendere la tracciabilità di ogni pezzo. Nel ventre di Lione, terzo miglior mercato del mondo, queste specialità iberiche offrono una fuga assolata, un ponte goloso tra il rigore lionese e la generosità peninsulare. Un invito, semplicemente, a prendersi il tempo del buono.
